Strafoligno 10000 metri

strafoligno 2017
strafoligno 2017

11 secondi sono un’inezia, un soffio. 11 secondi sono preziosi se li togli dal tempo finale di una gara di 10 km tiratissima come quella di Foligno corsa con due anni in più sulle gambe.

È incredibile credere quanta fatica richiede continuare a migliorarsi con il trascorrere dell’età, specie se lo racconti a chi non ha mai provato a farlo e non può apprezzare la soddisfazione che provi nel raggiungere un così “piccolo” risultato.

Il percorso attraversa il centro di Foligno, quest’anno in una bella giornata molto soleggiata e calda con un percorso pianeggiante tranne qualche lieve dislivello, pochi cambi di direzione ed il suggestivo arrivo nella pista dello stadio.

Per me rappresenta una delle gare clou di questa stagione e ci tenevo a migliorare su questa distanza dopo il buon risultato sulla mezza ed anche per riscattare la delusione dello scorso anno.

10 km sono una distanza dove conta molto più di altre la gestione del ritmo, perché i margini sono più ristretti e si corre fin da subito al limite; farsi prendere troppo dall’entusiasmo nei primi minuti potrebbe compromettere il risultato finale.

La mia strategia, sembra facile a dirsi ma poi sul campo è molto difficile metterla in pratica, era di non forzare troppo nei primi 3 km. In effetti corro abbastanza in linea con quanto prefissato (4’41”-4’34”-4’39”).

Il percorso quindi si snoda lungo un viale alberato che fiancheggia il fiume Topino con pendenza leggermente a favore. Il lungo serpentone dei 900 partenti inizia ad allungarsi e si formano alcuni gruppetti che aiutano a tenere un buon ritmo sostenuto, (4’28”) il 4° km poi circa a metà gara, il cambio di direzione ci porta dentro al centro di Foligno. Fondo in lastroni ma non sconnessi, ed il primo ristoro, il passaggio al 5° km (4’36”) ed il parziale di 23′ netti sotto l’arco.

6° chilometro a 4’30” sento di spingere e tenere bene il passo, ma penso sia meglio non forzare troppo perché arrivano i primi segnali di fatica.

In effetti i successivi due chilometri sono i più duri, anche mentalmente. Serve mantenere il passo ma senza forzare, (4’36”-4’41”) i passaggi.

Dopo il cartello dell’8° km, subito dopo il secondo ristoro di cui approfitto per una brevissima pausa rinfrescante, mollo tutto senza più freni, tanto ormai la fatica è al limite e la mente offuscata dallo sforzo non è più in grado di fare grossi calcoli.

Decido di non guardare più i tempi per non esserne condizionato e di dare fondo alle ultime energie rimaste, poche…, (4’26”) al 9° ed ormai siamo nel viale che ci porta all’entrata nello stadio anche se l’ultima curva sembra non arrivare mai.

Entro nella pista per gli ultimi 300 metri e aspetto soltanto di oltrepassare l’ultima infinita curva per vedere il rettilineo finale. Riesco a vedere il crono sotto l’arco quando mancano pochi metri e capisco di essere in vantaggio sul me stesso di due anni prima. Chiudo il 10° km in 4’18” ed il tempo finale di 45’31” (parziale 2° 5 km 22’31”).

Appena l’ossigeno torna in circolo, inizio ad assaporare il gusto della vittoria (personale) che ripaga sempre dei sacrifici fatti.

La corsa è uno sport bellissimo. Provare per credere.

 

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